Pastore svizzero bianco

Il pastore svizzero bianco[1] (anche chiamato Berger Blanc Suisse, Weisser Schweizer Schäferhund o White Swiss Shepherd Dog) è una razza canina riconosciuta dalla FCI (Standard N. 347, Gruppo 1, Sezione 1).

Storia

Il Pastore Svizzero Bianco deriva anticamente dalla variante bianca del Pastore Tedesco, allevata e selezionata da parte di allevatori che intendevano mantenere la morfologia originale del Pastore Tedesco nelle linee di colore bianco, sia nella mittel-Europa che Oltreoceano. E’ altresì ampiamente documentato che questo cane deriva dal ceppo dei grandi cani bianchi da pastore dell’Europa Centrale, antichissima stirpe di conduttori e di guardiani delle mandrie e del gregge.

Quando però divenne necessario trasformare molti pascoli in zone agricole per aumentate esigenze alimentari della popolazione, divenne sempre più difficile trasportare le greggi nei pascoli senza distruggere i campi coltivati ad orzo, segale e mais.
Nel XVII secolo in Germania si cominciò quindi ad utilizzare dei cani ottenuti dall’incrocio dei grandi cani difensori delle mandrie con cani di più piccola taglia che restavano nella fattoria.
Questi erano soggetti che giocavano con i bambini, che rispettavano gli altri animali domestici della comunità rurale e che si limitavano (abbaiando…) ad avvisare della presenza dell’estraneo.
E da questi incroci, si ottiene un nuovo cane da pastore dall’aspetto lupo-simile, con cranio cuneiforme e con orecchie erette, che mantiene la caratteristica tendenza a girare in circolo ed è perciò capace di condurre il gregge in ordine serrato lontano dai campi coltivati ed inoltre è molto obbediente e familiarizzato con l’uomo (come il cane da fattoria).

La taglia è ovviamente superiore al cane da fattoria (quasi come l’antico pastore) e per questo riesce ad imporsi con sicurezza sul gregge (mordendo le pecore sulla parte posteriore delle cosce) ed abbaia poco per non innervosire gli animali. Verso i primi anni del ‘900 il ritmo della vita contadina andava lentamente  trasformandosi sotto la spinta delle innovazioni tecnologiche che cozzavano con le tradizioni e i ritmi della vita agricola.

Per questo si avvertiva il desiderio di produrre un cane da pastore più consono alla realtà del momento, meno rozzo e sgraziato, che gratificasse le ambizioni estetiche di una popolazione borghese che si compiaceva della presenza nei propri giardini di un cane coraggioso e sicuro, dall’aspetto piacevole. Per questo si idealizzava un modello che imponeva il manto semilungo, l’orecchio diritto che conferisce fierezza, la coda lunga e portata discesa lungo la coscia, non arrotondata sul dorso e priva di antiestetiche deviazioni. Molti allevatori si adoperavano modellando le diverse razze da gregge e i loro sforzi vennero coronati producendo soggetti che tentavano di soddisfare le nuove esigenze estetiche..
Allo scopo di migliorare la Razza da Pastore Tedesco venne istituita e nacque la Società di Philax che fu la prima Società specializzata della razza. E dagli archivi della Società di Phylax risultano anche documentati i Pastori Bianchi. questi erano cani di varie misure e tipi presenti in quasi tutte le regioni della Germania.

E il primo documento importante sui Pastori Bianchi risale all’anno 1882. Nel 1888, alla mostra di Amburgo, un altro Pastore Bianco fu esibito. Nel 1889 un altro.

Horand Von Grafrath, il padre dei moderni Pastori Tedeschi fu così anche il padre dei moderni Pastori Tedeschi Bianchi! Horand von Grafrath è nato il 1 Gennaio 1895. Greif Von Sparwasser (Pastore Bianco), nato nel 1879 fu il nonno materno di Horand Von Grafrath, capostipite della razza. Un mezzo fratello di Horand, Luchs 155, fu anch’egli influente come portatore del patrimonio genetico del colore bianco.

Di nostro particolare interesse è il fatto che sono stati descritti i guardiani dei greggi come cani solitamente bianchi nel colore del manto.I  pastori preferivano i cani bianchi per essere in grado di distinguere i lupi che di solito assalivano nella notte o nel crepuscolo dell’alba.

Un buon Pastore Tedesco Bianco NON E’ NE’ UN ALBINO, NE’ UN PASTORE ALTERATO GENETICAMENTE !!….”

Purtroppo dopo la morte di Von Stephanitz, si adottò una politica di RIGETTO CATEGORICO nei riguardi dei Pastori Bianchi.

Da allora questi ex-Pastori Bianchi Tedeschi caddero in disgrazia, furono considerati come semplici “impuri” e numerosi allevatori eliminarono alla loro nascita i cuccioli che sfortunatamente erano bianchi nel colore del pelo.
Paradossalmente il “bianco immacolato” di questi cani gli conferirà un importante potere di seduzione che gli fece trovare il loro pubblico di appassionati specialmente oltreoceano.
E in particolare il Pastore Bianco venne ancora utilizzato sugli altopiani e sulle colline dell’Europa centro-orientale e continentale (con clima temperato-freddo) e in Canada. In questi luoghi aveva, nei mesi invernali, la possibilità di mimetizzarsi con il gregge e con l’ambiente circostante (spesso innevato per molti mesi all’anno…) ed oltre a condurre il gregge aveva la possibilità di proteggere lo stesso dagli attacchi esterni di lupi e di altri predatori .
Oggi sta emergendo il suo ruolo di membro del nucleo famigliare a tutti gli effetti.

 

Nel 1906 il primo Pastore Bianco fu importato in America. Si trattava di Mira von Offingen…
Il proprietario di Mira purtroppo non ebbe molto successo con questo cane in America e le sue aspettative vennero vanificate definitivamente in seguito all’esclusione del cane dalla Mostra Cinofila Internazionale “Queen of Switserland” che si svolse a New York nel 1908. Quindi il cane venne riportato in Germania senza neppure essere stato iscritto al Libro Genealogico Americano.
Ann Tracy divenne una personalità famosa in tutto il mondo per il contributo fornito alla causa dei Pastori Bianchi. Dapprima membro dell’Associazione Internazionale del Pastore Tedesco, fu una profonda amatrice e conoscitrice della razza. I Pastori Bianchi che giunsero nel suo allevamento erano diretti discendenti dei primi Pastori Tedeschi (Horand e suo mezzo fratello Luchs)…..
Anche se ebbe modo di sapere dell’esistenza di Pastori Bianchi in Germania, non importò mai nessun pastore Bianco da adibire al suo allevamento. Malgrado questo il 27 Marzo 1917 da 2 dei suoi Pastori Tedeschi nero-focati diretti discendenti di “Horand Von Grafrath” e di un suo mezzo fratello “Luchs” nacquero 4 cuccioli bianchi . Stonihurst Edmond – Stonihurst Eric – Stonihurst Elf e Stonihurst Eadred.
Edmund fu il primogenito e fu anche il primo Pastore Tedesco Bianco ad essere registrato sui libri genealogici Americani dell’A.K.C. Con questi 4 cani bianchi, Ann cominciò ad allevare la prima linea di sangue bianco in America. Qualche anno dopo, il primo vero importatore ed allevatore della razza fu H.N. Hanchett di Minneapolis che nel 1920 importò dalla Germania dei Pastori Bianchi, li allevò con scrupolosità e pose le basi a poco a poco alla costituzione di una razza distinta.

E nel 1923, anche Geraldine Rockefeller Dodge importò alcuni Pastori Tedeschi Bianchi provenienti dalle migliori linee di sangue della Germania. I signori Rockfeller abitavano in una tenuta di più di 2000 ettari chiamata Morris County (New Yersey) e possedevano un allevamento di oltre 150 cani. Nel loro canile “Giralda Farm” la signora Rockfeller allevò Pastori Tedeschi neri, Pastori Tedeschi focati e Pastori Tedeschi bianchi.

Intorno agli anni 60 la popolarità dei Pastori Bianchi aumentò in maniera vertiginosa, anche grazie ad alcune trasmissioni televisive dove comparvero alcuni esemplari di Pastore Bianco e anche grazie ad alcuni film dove accanto ad alcuni attori famosi di Hollywood erano protagonisti anche dei Pastori Bianchi.

Nel 1964 il primo Club di Razza del Pastore Bianco sorse in California (U.S.A.) a Sacramento, ma nel 1968 l’A.K.C. (American Kennel Club), in collaborazione con il Club del Pastore Tedesco, eliminerà i Pastori Bianchi dalle esposizioni. Dorothy Crider
Come reazione altri amatori si organizzarono e fondarono nel 1971 un nuovo Club di Amatori del Pastore Bianco in Canada e poi ne seguirono altri che miravano ad essere più efficienti dei precedenti riguardo la difesa e il riconoscimento di questi cani.

Nel 1980, il Club Canadese del Pastore Tedesco fece pressione per interdire ai Pastori Bianchi il diritto di partecipare alle manifestazioni cinofile. Questo tentativo riuscì solo in parte. Infatti il Pastore Bianco venne ammesso alle prove di utilità e di lavoro, ma venne escluso dai concorsi di bellezza. Tra il 1980 e il 1982 i Pastori Bianchi Americani e Canadesi furono importati in Germania.  Ma la prima cucciolata europea ad essere ufficialmente iscritta all’appendice del libro delle origini è stata in Svizzera.
In Svizzera, per l’esattezza, i primi cani di questa razza furono importati all’inizio degli anni 70.
Il maschio americano “Lobo”, nato il 05.03.1966, può essere considerato come il progenitore di questa razza in Svizzera ed in Europa.

Un nuovo Standard fu applicato a partire dal 1968, dopo la decisione della Direzione del Club Americano del Pastore Tedesco di squalificare tutti i cani che presentavano del bianco nel manto senza specificare la percentuale di riserva e tutto questo fece aumentare le tensioni e i dibattiti che animarono, per gli anni a venire, quasi tutte le riunioni di questo Club di Razza.

E’ in quest’epoca che si forma il primo Club raggruppante gli amatori dei Pastori Bianchi negli USA che spinse subito per la differenziazione della razza fino a chiamare la loro razza “Pastore Bianco Americano” al posto di “Pastore Tedesco”. Le iscrizioni al Club Americano del Pastore Tedesco si ridussero significativamente, al punto che gli Organi del Club deputati alla registrazione dei nuovi cani si riunirono per trovare eventuali soluzioni al problema.

Il problema principale era che bisognava in qualche modo intervenire per l’avvenire onde evitare un futuro “displasico” per il Pastore Tedesco . E questo avveniva negli anni 70.
Oggi l’AWSA (Club Americano del Pastore Bianco) resta estremamente vigilante sulla qualità genetica delle linee d’allevamento, ma resta da stabilire se i suoi sforzi porteranno a dei vantaggi soprattutto per ciò che concerne la chiara e netta separazione ai fini riproduttivi tra Pastori Bianchi e Pastori Tedeschi Focati.

Ed infine con effetto 1 Maggio 1999 l’UKC United Kennel Club (la seconda Federazione Cinofila più importante negli Stati Uniti), riconosce il “PASTORE TEDESCO BIANCO” come una razza a parte sotto il nome di “PASTORE BIANCO”.questa informazione è stata estratta dal bollettino di Maggio-Giugno di “Bloodline Magazine”, pubblicazione ufficiale dell’United Kennel Club.

Ma non è che l’inizio. queste stesse persone e anche molti altri amatori del Pastore Bianco continuano l’opera con l’obiettivo finale del riconoscimento mondiale di questo splendido cane. In questo momento il destino di questi animali si trova ormai nelle mani degli allevatori europei….

 

Descrizione

La coda è a forma di scimitarra; inserita e attaccata piuttosto in basso; raggiunge solo minimamente il garretto. L’unico colore ammesso è il bianco. Ha pelo doppio, di media lunghezza o lunga, denso e ben stratificato. Gli occhi sono a forma di mandorla, disposti leggermente obliqui, di colore da bruno a bruno focato. Le orecchie sono grandi e di forma triangolare, portate perfettamente erette. La testa e il muso sono di giuste proporzioni. Il rapporto tra cranio e muso è di 1:1. I suoi assi cranio-facciali sono nettamente paralleli. Questo cane è molto docile ed affettuoso per questo adatto alle famiglie. Da tenere d’occhio finché è cucciolo, mangia e beve tutto.

Per i dettagli vedi “Standard di razza”

 

Carattere

Il Pastore Svizzero Bianco è un cane dalla morfologia molto rassomigliante al Pastore Tedesco di 80 anni fa, meno angolato nel posteriore, ma molto ben strutturato.
Anche dal punto di vista caratteriale è possibile affermare che vi sono parecchi aspetti comportamentali identici al Pastore Tedesco. E’ vivace, atletico, tenace, molto resistente alla fatica, pieno di voglia di apprendere, molto sensibile agli odori e ad ogni sorta di rumore : queste sono le qualità tipiche del Pastore Svizzero Bianco.
In effetti questi soggetti derivano anticamente dalla variante bianca del P. Tedesco (gene recessivo della “Serie Colore” che si manifesta solo in forma omozigote , che provoca il bianco del colore del manto con mantenimento, però, della pigmentazione scura di occhi e mucose…in quanto vi è produzione di melanine…..senza ulteriori problematiche di tipo psico-fisico). E dunque derivando dalla variante bianca non albina del P.T. anche le caratteristiche comportamentali sono simili.
Pur avendo un aspetto “lupo simile” si posiziona ad un livello molto alto della Scala Neotenica, come del resto tutti i cani da pastore conduttori del gregge.
E’ molto attaccato all’essere umano, ai bambini e al nucleo famigliare in generale ed ha un atteggiamento protettivo nei confronti di tutto ciò che rientra nel suo ambito territoriale: questa sua spiccata territorialità e questa sua grande devozione per l’essere umano e per la famiglia derivano dalla sua genetica e dal suo antico impiego come cane da conduzione e da custodia del gregge e dunque queste sue doti derivano dall’aver vissuto per un lungo periodo a fianco dell’uomo.
Per queste sue caratteristiche è diverso dai GUARDIANI PURI E dai CUSTODI del gregge (tipo Maremmano Abruzzese) o dai cani NORDICI (da slitta) , oppure da Razze derivate da recenti accoppiamenti tra Pastore Tedeschi e Lupi (Lupo dei Carpazi , Lupo dell’Alto Lazio ect. ect.).
Nel Pastore Bianco il sangue di Lupo si perde nella notte dei tempi e solo raramente capita di imbattersi in soggetti che non hanno avuto un buon imprinting e una buona socializzazione e che quindi sono timorosi verso gli estranei.
I cani Bianchi da pastore vennero utilizzati sin dai tempi più remoti sia come cani da conduzione e che da protezione del gregge specialmente sugli altopiani e sulle colline dell’Europa centro-orientale e continentale (con clima temperato-freddo) e in Canada , dove questi soggetti avevano l’opportunità di mimetizzarsi con il gregge e con l’ambiente circostante (spesso innevato per molti mesi all’anno…) e dove potevano proteggere il gregge dagli attacchi esterni di lupi e di altri predatori. Predatori facilmente identificabili perchè di colore scuro e quindi “differente” sia rispetto rispetto al colore del gregge, sia rispetto all’ambiente circostante (durante i mesi invernali).
Con lo sviluppo dell’agricoltura e delle proprietà agricole il Pastore Bianco divenne sempre meno frequentemente “conduttore di gregge” e sempre più “guardiano della proprietà”.
Oggi nella società moderna il suo utilizzo è cambiato e sta sempre più emergendo sempre il suo ruolo di cane da famiglia (e per la famiglia) a tutti gli effetti….
Questo è dovuto sia al suo aspetto esteriore seducente e rassicurante, sia al suo innato attaccamento per l’essere umano e al suo bisogno costante di contatto con il medesimo.
Da autentico e vero “pastore” ha la tendenza innata a riunire e a proteggere tutto ciò che considera suo (persone comprese..). Ha molto temperamento, apprende molto velocemente, ma ha bisogno di essere addestrato con costanza, motivandolo e stimolandolo ,poichè spesso tende ad annoiarsi con altrettanta facilità.
E’ meno reattivo rispetto ad altri conduttori del gregge (Belga – Border Collie ad esempio) e meno imprevedibile ed irruento rispetto ad altri Pastori guardiani puri del gregge. Non ama molto l’abbaio e presenta, al contrario, una notevole varietà di suoni, (guaiti, ululati imitatori ) i quali anche se sembrano essere stati presi in prestito dall’antenato comune di tutte le razze,”il Lupo”…, in realtà non rappresentano altro che l’avanzamento nella scala neotenica (III-IV grado).
Ha una mimica facciale molto varia e lo si può vedere spesso esprimere gioia, malcontento, confusione, dubbio, malinconia …rabbia !!
Nutre tantissima fiducia nel suo padrone “capo branco”, così come è molto forte il suo attaccamento e la sua protezione per tutto il resto della famiglia (considerata a tutti gli effetti il suo vero “branco”..).
Ovvero sono cani molto sociali e molto addestrabili, poiché sono stati abituati a convivere con l’essere umano sin dai tempi più antichi. E nel corso dei secoli hanno sviluppato un’innata dominanza sul gregge ed una accettazione e devozione del Pastore/padrone ai fini della sopravvivenza. Pertanto in questo complesso sistema gerarchico riconoscono, senza troppi problemi, l’essere umano come proprio CAPO-BRANCO…al quale si sottomettono senza troppi problemi.
Le sue manifestazioni di affetto sono a volte eccessive !!
Nei confronti del mondo esterno, delle altre persone e degli altri animali egli appare talvolta curioso, ma distaccato, sicuramente mai pauroso o eccessivamente aggressivo. (ad eccezione dei maschi che spesso tendono alla dominanza su altri maschi che incontrano…di qualsiasi Razza..)
Per evitare problemi che potrebbero insorgere in futuro, bisognerà chiaramente stabilire una precisa gerarchia all’interno di casa, che il cane dovrà necessariamente riconoscere ed accettare per il suo futuro equilibrio.
Il cucciolo ha una grandissima capacità di apprendimento e di osservazione, ed è proprio in questo periodo che è necessario dimostrarsi particolarmente sensibili e vigilanti. Il cucciolo deve socializzare il più possibile e deve essere stimolato con la giusta cautela. In questa fase, in pratica, bisogna insegnare loro che è NORMALE tutta una serie di situazioni normali.
Dal contatto con altri animali, al contatto umano, al contatto con una cassetta di attrezzi o con un giocattolo, al fiuto di diversi tipi di odore piuttosto che al sentire diversi tipi di suono o di rumore. Lo stesso scoppio di un petardo potrebbe risultare un rumore famigliare senza dover scappare via e senza divenire, per questo, troppo nervosi o troppo timorosi. Insomma socializzare un cucciolo non è altro che un processo espositivo del cucciolo (a piccole dosi..) a tutta una serie di situazioni normali che potrebbero incontrare più tardi nel corso della loro vita.
Il gruppo dona serenità e stabilità al cane il quale, avendo un ruolo ben stabilito e per nulla ambiguo, vivrà in modo equilibrato.
A tal proposito ricordiamo che si dovranno privilegiare condizionamenti e sistemi di rinforzo positivi basati sulla ricompensa e sul gioco.
La fermezza si renderà necessaria soltanto in caso di eccessiva tendenza alla dominanza e/o per correggere atteggiamenti non desiderati oppure situazioni pericolose per se stesso e per gli altri.
Spesso un semplice “NO” pronunciato con un timbro di voce sostenuto è sufficiente per far capire che un determinata azione non è affatto desiderata.
Se riuscirete a mantenere la vostra autorità con il Pastore Svizzero Bianco senza coercizione e senza usare le percosse fisiche ed il dolore (quale rinforzo negativo…..questo discorso si può estendere a tutte le razze), non arriverete mai a momenti “critici” di rapporto.
A questo punto è doveroso fare delle precisazioni e delle distinzioni, affinchè non si corra il rischio di trovare insoddisfatte le proprie aspettative. Occorre pertanto tenere bene a mente i seguenti punti:

  • il Pastore Svizzero Bianco rischiò l’estinzione poichè per anni vi fu l’errata credenza che Bianco fosse sinonimo di alterazioni biologiche o di albinismo. Molti allevatori europei di inizio secolo soppressero i cuccioli che erano bianchi nel colore del manto o vennero sterilizzati i riproduttori che davano cuccioli bianchi. Il colore bianco non era infatti in linea con le aspettative culturali e con i desideri della Borghesia Tedesca dei primi del novecento, la quale idealizzava un cane scuro, possibilmente con orecchie erette e con un aspetto simile al lupo che doveva (anche per il colore..) incutere timore e rispetto.
  • Il Pastore Tedesco nero-focato divenne l’orgoglio della Germania intera e di tutta la Borghesia Tedesca di quegli anni, e da cane da Pastore, si trasformò in breve tempo in attento e vigilante guardiano della proprietà (anche urbana…). Venne impiegato con successo in numerose attività, l’indice di gradimento fu enorme e divenne la Razza più conosciuta, più apprezzata e più diffusa al mondo.
  • la storia del Pastore Bianco invece fu tutto un susseguirsi di tristi epiloghi e di palesi ingiustizie perpetrate a causa di “posizioni integraliste” di una sparuta minoranza di esseri umani ignoranti e presuntuosi e quindi lo sviluppo della Razza subì una battuta d’arresto importante nei primi trent’anni del 900. I pochi “superstiti” di Pastore Tedesco Bianco importati in Canada e negli Stati Uniti da alcuni amatori della Razza agli inizi del secolo, si riprodussero ed iniziò la selezione della nuova Razza partendo, però, da pochi esemplari.
    Sino a non molto tempo fa negli Stati Uniti si autorizzavano ancora gli incroci tra soggetti Bianchi e soggetti Nero focati.

Questo, indubbiamente arricchì il patrimonio genetico della popolazione Bianca della quale sarebbe poi dipeso il futuro stesso della Razza.
Oggi questa pratica non è più necessaria, in quanto esiste già un discreto numero di soggetti ben tipizzati e differenziati geneticamente e le registrazioni internazionali sui Libri Genealogici di questi soggetti sono in costante aumento.

  • è ovvio, però, che essendoci stato un “gap temporale” cosi lungo da colmare, sarà necessario ulteriore altro tempo per stabilizzare definitivamente la selezione caratteriale di questa Razza.
  • in alcuni soggetti, si potrebbero osservare caratteristiche nel comportamento tendenti più al “cane primordiale e selvatico” ed al lupoide piuttosto che al “cane urbano”. E quindi a volte (per fortuna non spesso…) è possibile imbattersi in soggetti estremamente timidi, paurosi nei confronti del mondo esterno (paura delle automobili, delle biciclette, della gente estranea, delle novità in generale…); soggetti che, lasciati da soli in casa, hanno tendenze distruttive come mangiare le sedie, divani, prese della corrente, addirittura vasi di terracotta.
    Tutto questo è spesso sinonimo di consanguineità troppo accentuate o di genealogie non selezionate e/o di mancato imprinting, anche se comunque è possibile intervenire con un programma di educazione a D.O.C. oppure, prevenire, in parte, queste problematiche informandosi preventivamente presso persone qualificate sulla Razza e sulle linee di sangue.
    Fortunatamente sono poche le testimonianze di persone rimaste “spiazzate” da soggetti così difficili da gestire. E comunque qualsiasi cane che non abbia avuto un imprinting adeguato e non sia stato fatto socializzare adeguatamene può diventare timoroso.

E’ vero che probabilmente c’è ancora molto lavoro da fare prima di arrivare ai risultati di altre Razze da Pastore più affermate e più rappresentate.
E’ anche vero, però, che ci separa un “gap” di mezzo secolo di mancata selezione psico-caratteriale…
Un Bianco sarà più probabile che esprima la sua incertezza come “paura” piuttosto che come “aggressività”.
E comunque da studi recenti condotti negli U.S.A. con l’ausilio di Test Comportamentali, i Pastori Bianchi hanno attualmente raggiunto un livello di temperamento talmente elevato, che potrebbero risultare idonei a superare Brevetti e Prove di Lavoro nel 75 % della popolazione totale.
Questa percentuale rappresenta una delle medie più alte di qualsiasi Razza.
Sono numerose, infine, le Società Specializzate di questa Razza alle quali è possibile chiedere informazioni preventive e dettagliate sulle linee di sangue al fine di evitare sgradite sorprese con il nuovo arrivato.
Casi particolari a parte, del resto comuni per tutte le Razze, siamo sicuri che il Pastore Svizzero Bianco sarà fonte di grande gioia e di immensa soddisfazione da parte dei possessori….Insomma la sfida è lanciata e siamo certi che i prossimi anni decreteranno sicuramente il successo di questa splendida Razza !!

Cure

Sono in genere sufficienti delle regolari spazzolate al candido mantello per mantenerlo sempre pulito e bianco.

Consigli

È adatto tanto al lavoro quanto alla famiglia. In particolare sul lavoro, il Pastore Bianco Svizzero è un buon guardiano, giocoso e dall’apprendimento facile. Nella vita in casa dimostra un grande attaccamento ai bambini.

Diffusione

Nel 2008 l’ENCI ha contato 87 esemplari iscritti ai libri genealogici. Nel 2012 i cuccioli contati sono 286. L’FCI riconosce ufficialmente la razza nel 2017.

Adatto per…

  • Compagnia
  • Guardia
  • Protezione civile
  • Difesa o guardia del territorio
  • Obedience
  • Rally- obedience

A causa della mole può non essere del tutto adatto per fly ballfree style e agility dog pur avendo dimostrato buona attitudine.

DISPLASIA DEL GOMITO (Elbow Dispalsy)

E’ una Patologia scheletrica dello sviluppo accrescitivo.
E’ dovuta allo sviluppo anomalo dell’articolazione del gomito che comporta la formazione di artrosi.
E’ una malattia cronica e debilitante, è una patologia ereditaria poligenica (dovuta a molti geni), sulla quale influiscono diversi fattori (ambientali, nutrizionali, e rapido accrescimento).
Il coefficiente di ereditarietà è maggiore che nella displasia dell’anca.

Cosa provoca?
Degenerazione dell’articolazione con artrosi progressiva Limitazione dell’ampiezza dei movimenti Dolore cronico!

Esistono quattro diverse manifestazioni possibili :
UAP: mancata unione del processo anconeo
FCP: frammentazione del processo coronoideo mediale
OCD: osteocondrite dissecante del condilo omerale
INC: incongruenza

La diagnosi si effettua tramite radiografie in due differenti proiezioni:
Medio-Laterale flessa e Dorso Palmare obliqua con angolo di rotazione di 15°,da eseguire in sedazione.

I risultati vengono interpretati dalle Centrali di Lettura Ufficiali, che assegnano il loro giudizio: si avranno per cui
ED 0, per un gomito perfetto
ED BL, per minime alterazioni articolari
ED 1, se gli osteofiti sono inferiori a 2mm
ED 2, se sono presenti osteofiti fra 2 e 5mm, o se c’è fusione incompleta del processo anconeo
ED 3, presenza di osteofiti maggiori di 5mm, o UAP o FCP o OCD conclamate

 

DISPLASIA DELL’ANCA

 

La displasia dell’anca è la malattia osteoarticolare più comune nei cani di media e grande dimensione, mentre è meno frequente nei cani di piccola taglia. Consiste in una malformazione dell’articolazione coxo-femorale (anca). Si riferisce ad una mancata congruenza tra la cavità articolare dell’anca (acetabolo) e la testa del femore, causando lussazioni o sub lussazioni, ossia il non allineamento dell’articolazione nella posizione naturale. La testa del femore non è tenuta saldamente nella posizione corretta e tende a “ballare”; questo continuo movimento mette sotto stress l’articolazione e i tessuti periarticolari, infiammandoli e indebolendoli. Classificazione dei gradi di displasia secondo OFA (Orthopedic Foundation for Animals):

  • I Grado: piccola sublussazione con lieve disturbo e scarse alterazioni degenerative.
  • II Grado: sublussazione laterale marcata della testa femorale, con un 25-50% fuori dell’acetabolo.
  • III Grado: 50-75% della testa femorale è fuori dell’acetabolo; grandi cambiamenti degenerativi.
  • IV Grado: dislocazione della testa femorale con appiattimento del bordo acetabolare e della testa del femore; grandi cambiamenti degenerativi.

La displasia dell’anca nei cani ha una forte componente genetica, ma l’incidenza e la gravità dei sintomi dipende anche dalle condizioni di vita dell’animale. Tra questi,il più importante è il tasso di crescita: gli animali di taglia grande che crescono troppo velocemente (solitamente a causa di un’eccessiva assunzione di cibo), hanno una crescita diseguale delle ossa, dei tendini e dei muscoli, e dovranno sopportare un peso maggiore rispetto al normale, quando non sono ancora pienamente sviluppati: le articolazioni si deformeranno o non si formeranno correttamente. Un secondo fattore di rischio è rappresentato dall’eccessivo esercizio fisico e specialmente se ad alto impatto durante la fase di crescita.

Alcuni segni che possono portare a un sospetto di displasia dell’anca sono:

  • Zoppiache aumenta con l’esercizio
  • Ondeggiamento dei fianchi durante le passeggiate
  • Rigidità mattutina
  • Difficoltà nell’alzarsi
  • Atrofia muscolare
  • Rifiuto all’attività fisica
  • Cambiamenti di umore
  • Dolore

I sintomi variano leggermente a seconda della razza e soprattutto dell’età del cane. Per ottenere la diagnosi è necessario fare una radiografia, solitamente sotto sedazione in quanto deve essere effettuata con i fianchi in estensione. Per poter escludere al 100% la displasia dell’anca la radiografia deve essere eseguita nel primo anno di età.

Per trattare la displasia dell’anca nei cani, si ricorre solitamente ad una combinazione di azioni, da quelle più invasive a quelle conservative:

  • Tecniche chirurgiche come la recisione del muscolo pettineo, l’osteotomia tripla dell’anca, una protesi al titanio o l’asportazione della testa femorale. Si tratta di interventi che non sono considerati curativo, tuttavia possono essere utili affinché l’articolazione torni alla sua forma anatomicamente corretta.
  • Mantenimento del peso ottimale
  • Utilizzo di appositi integratori alimentari per le articolazioni
  • Utilizzo di aiuti ortopedici per cani come ad esempio un’imbracatura di supporto per sostenere il peso del cane o un tutore per cani con displasia dell’anca per stabilizzare l’articolazione.Se il grado di displasia dell’anca è tale da causare gravi problemi di mobilità, compromettendo la normale attività del cane, si può ricorrere all’uso di carrelli per cani disabiliche permette all’animale di ritornare a muoversi in autonomia.
  • Fisioterapia attraverso l’elettrostimolazione, gli ultrasuoni, il laser, i massaggi, la terapia di movimento passivo (movimenti articolari aiutati da un fisioterapista), l’idroterapia e esercizi a basso impatto.

Il fattore più importante per prevenire la displasia dell’anca nel cane è il tasso di crescita. Infatti, anche se l’animale è geneticamente predisposto, è possibile ridurre al minimo lo sviluppo della malattia. Questo dovrebbe essere costante e senza picchi. A tal proposito esistono tabelle di crescita che possono aiutare a tracciare il peso, tenendo conto del fatto che le curve saranno diverse a seconda del peso che il cane avrà da adulto. Sulla base di queste curve, è possibile identificare la quantità di cibo fornita adattandola ad ogni individuo. Il secondo fattore, in fase di crescita, è l’esercizio. Questo dovrebbe essere lieve, regolare e di basso impatto. Una diagnosi precoce è importante in quanto consente di iniziare il trattamento prima. La displasia dell’anca è un problema molto comune in alcune razze: BulldogDogue de BordeauxSan BernardoMastino napoletanoCane da pastore tedescoRottweiler, Golden.

 

 

 

MUTAZIONE MDR1 (Multy Drug Reactivity 1)

È un gene che codifica per una glicoproteina. Questa provvede ad eliminare dalle cellule alcune sostanze indesiderate.
Sono più di 20 le sostanze farmacologiche che si legano a questa glicoproteina.
Se il gene subisce una mutazione la proteina non svolge più la sua funzione e l’organismo non riesce ad eliminare le sostanza indesiderate, che quindi si accumulano.

Razze colpite:
Collie
Collie Shetland
Whippet a pelo lungo
Bobtail
Pastore Tedesco
Pastore Svizzero Bianco
Pastore Australiano
Border Collie
English Shepherd
Le sostanze a rischio per queste razze sono:
Ivermectina (antiparassitario)
Selamectina, Milbemicina, Moxidectina
Acepromazina (sedativo miorilassante)
Loperamide (antidiarroico)
Butorfanolo (analgesico preanestetico)
Vincristina, Vinblastina, Doxorubicina
Ciclosporina
Digossina
Doxiciclina

I sintomi che ci si può attendere se un cane affetto dalla mutazione dovesse venire in contatto con una di queste sostanze sono ipersalivazione, atassia locomotoria, difficoltà respiratorie, cecità, coma e morte.
Il test si esegue su un campione di sangue e darà i seguenti risultati:
+/+ : soggetto esente dalla mutazione
+/- : portatore sano della mutazione
-/- : soggetto affetto.

Dato che:
Da due soggetti +/+ nasceranno solo cuccioli esenti
Da un esente (+/+) ed un portatore sano (+/-) nascerà ¾ della cucciolata esente e ¼ portatore
Da un affetto (-/-) ed un esente (+/+) nascerà il 100% dei cuccioli portatori..
Da un affetto (-/-) ed un potatore sano (+/-) nascerà ¾ della cucciolata affetto e ¼ portatore sano
Da due soggetti -/- nascerà il 100% dei cuccioli affetti..

Un’oculata gestione degli accoppiamenti permetterà di arginare la mutazione nella popolazione della nostra amata razza.

 

LA MIELOPATIA DEGENERATIVA (DM)

La Mielopatia degenerativa è una malattia del sistema nervoso periferico, fù scoperta nel 1973 e battezzata “Mielopatia del Pastore Tedesco”.
Oggi si sa che colpisce anche altre razze, ma l’incidenza resta abbastanza elevata nel Pastore Tedesco e nelle razze da lui derivate.
Si tratta di una patologia che ha decorso progressivo e ingravescente, è ereditaria e colpisce prevalentemente i cani di età compresa fra i 5 e i 14 anni.

Sintomi: inizialmente si manifesta solo come una debolezza a carico del treno posteriore,
tanto che viene spesso confusa con displasia o artrosi.
La più grande differenza è l’assenza di dolore.
Ad un attento esame si notano sintomi neurologici come incoordinazione, ritardo nella propriocezione (percezione degli arti nello spazio).
Il decorso è progressivo, il cane affetto da Mielopatia Degenerativa arriva ad incrociare gli arti posteriori ed ha un’andatura barcollante, fino alla totale incapacità di deambulare.
L’aspettativa di vita dalla comparsa dei primi sintomi è fra i 6 ed i 36 mesi .
La terapia mira a rallentarne la progressione tramite l’uso di steroidi, vitamine e gangliosidi.
L’esercizio fisico e la fisioterapia sono ideali per mantenere il tono muscolare.
Nel 2008 è stata diagnosticata la trasmissione genetica, ed oggi esiste un test che si esegue sul sangue (DNA) e permette di identificare i cani che potranno sviluppare la malattia

I risultati del test possono essere:

DM/DM: affetto
DM/N: portatore sano
N/N: esente
si fa presente però che solo una piccola percentuale dei positivi (affetti) sviluppa davvero la patologia.

Come per l’MDR1 un’attenta e oculata gestione degli accoppiamenti ci permetterà di arginare la malattia nei nostri cani.
Il Club PSBCI ha stipulato una convenzione con il laboratorio di analisi genetiche Vetogene, che permette a tutti gli associati di eseguire il test sui propri cani a 45,00 euro anziché 50 euro.
Come per l’MDR1, un’attenta e oculata gestione degli accoppiamenti permetterà di arginare la malattia e di rendere i nostri cani sempre più sani, come tutti ci auguriamo.